Aggiornamento privacy di WhatsApp: ecco perchè non dobbiamo preoccuparci

Nel mese di gennaio l’App di messaggistica WhatsApp si è trovata al centro di un’accesa polemica da parte sia degli utenti sia del Garante della privacy italiano; a scaturire la diatriba è stato il messaggio di aggiornamento dell’Informativa sulla privacy, in caso di rifiuto entro una data prestabilita (adesso fissata al 15 maggio) l’App non sarà più utilizzabile.  Il messaggio recitava così:

“WhatsApp sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy.

I principali aggiornamenti includono più informazioni su:

  • Servizio di WhatsApp e modalità del trattamento dei dati.
  • Come le aziende possono utilizzare i servizi disponibili su Facebook per conservare e gestire le proprie chat WhatsApp.”

Gli utilizzatori della famosa App non hanno gradito il tono di ultimatum ma soprattutto hanno interpretato questo messaggio come una dichiarazione di utilizzo illecito dei propri dati, la critica si è concretizzata sotto questa formula: “WhatsApp invierà i miei dati a Facebook”, che per la cronaca appartengono alla stessa società di proprietà del signor Mark Zuckerberg. Ovviamente non è proprio così, di seguito ti spiegheremo.

Il punto di vista del Garante sulla privacy italiano

In merito a questa polemica è intervenuto anche il Garante sulla privacy italiano che ha giudicato poco chiari i Termini di servizio e privacy policy di WhatsApp. Ricordiamo che per quanto riguarda l’Europa le leggi che tutelano i dati degli utenti sono molto più rigide rispetto a quelle negli Stati Uniti e soprattutto abbiamo il GDPR che funge da “scudo”. Il Garante ha riportato le sue perplessità all’attenzione dell’EDPB, il comitato europeo per la protezione dei dati, e si è resa disponibile a intervenire tempestivamente per tutelare gli utenti italiani.

Cosa cambia e perché non dobbiamo preoccuparci

Data l’accesa polemica WhatsApp, che dichiara di avere la sicurezza nel suo DNA, si è trovata costretta a dare ulteriori spiegazioni e a rassicurare i propri utenti attraverso i canali social. WhatsApp spiega così:

“È importante precisare che l’aggiornamento dell’informativa NON riguarda in alcun modo la privacy dei messaggi che scambi con amici e familiari. Le modifiche riguardano lo scambio di messaggi con le aziende, un servizio del tutto facoltativo, e offrono maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati.”

I cittadini europei, soprattutto, non hanno nulla da temere a riguardo perché come riporta un portavoce di WhatsApp:

Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea, incluso il Regno Unito, derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy. Non condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”

In sostanza, in Europa L’App di messaggistica NON può condividere i dati degli utenti europei con Facebook né con altri. Detto questo, l’unico cambiamento riguarda l’utilizzo di WhatsApp Business con la quali le aziende possono archiviare le conversazioni con gli utenti per scopi commerciali ma questa specifica non è possibile per le aziende o per gli utenti protetti dal GDPR (quindi gli stati europei)

Inoltre WhatsApp ribadisce:

  • Né WhatsApp né Facebook possono leggere i tuoi messaggi personali o ascoltare le tue chiamate;
  • Non teniamo traccia delle persone che chiami o a cui invii messaggi;
  • Né WhatsApp né Facebook possono vedere la posizione da te condivisa;
  • WhatsApp non condivide i tuoi contatti con Facebook;
  • I gruppi rimangono privati;
  • Puoi attivare i messaggi effimeri;
  • Puoi scaricare i tuoi dati.